Londra in rosso (Alessia Ricciardelli)

Quella notte, nell’estate del 2011, precisamente il primo agosto, arrivò nella stanza 120 dell’Hotel Ritz di Londra un uomo dai capelli biondo ramato e occhi color mare; portava con sé un coltello nel taschino destro. Beveva insieme alle vittime un bicchiere di champagne e mangiava un pacco di Fonzies. L’assassino afferrò il coltello in mano, prese il signor Edward Moore per la cravatta e gli infilzò il coltello nella gola. Poi prese la moglie Eleanor Horan, l’ afferrò per mano e le disse: - la tua vita è finita qui-. Lei si mise a piangere e lui le confinccò il coltello sotto l’ascella e così morì anche lei. Lasciò il coltello sul letto per poi prendere velocemente una Bic sulla scrivania e scrivere “Nessuno saprà mai chi è stato” mentre lasciava scorrere del sangue sul foglio. Poi andò in bagno a lavarsi le mani con il sapone al muschio.
Intanto mentre uccideva le vittime gli cadde il cellulare, un Samsung Corby arancione. Facendo la parte dell’innocente andò a chiamare il consierge dicendogli:- Aiuto ,Aiuto , hanno ucciso due miei amici. Chiamate la polizia, è urgente!- Chiamarono la polizia e arrivarono subito in Hotel dei poliziotti e due investigatori: uno alto con i capelli castano biondo e gli occhi marroni che si chiamava Liam Hudson, l’altro aveva i capelli castani scuro e gli occhi quasi neri, aveva un accento arabo e si chiamava Jawaad Fergunson. Entrando in stanza, c’era una puzza terribile. Presero i cartellini con i numeri e li misero sugli indizi. Ad un certo punto Jawaad disse a Liam:
-Ma che cos’è questo foglio?
E Liam rispose: -Boh che ne so!
-Leggiamo cosa è scritto…
- “NESSUNO SAPRA’ MAI CHI E’ STATO”
-E’ stato l’assassino, è di certo mancino, si è mancino!
-E scusa come fai a saperlo?
-Ci sono delle impronte che partono da sinistra e non da destra.
-Ah, hai ragione.
-Visto?
-Sì, ok.
Jawaad afferrò il foglio, poi disse:
-Le patatine…buone!
-No Jawaad non le mangiare!
-Perché scusa, che c’è di male?
-Potrebbero essere avvelenate
-Ma dai, come vedi gli hanno uccisi.
-Questa volta hai ragione tu
Liam afferrò Jawaad per mano per poi dire:
-Ma che cos’è questo cellulare?
Intanto Jawaad trafugando nei comodini trovò dei cellulari, li afferrò e disse :-Guarda, qui ci sono dei cellulari!
-Sono delle vittime
-Eh, si
-Proviamo a chiamare a quest’altro cellulare…
Intanto bussarono due signore: una era bionda alta con gli occhi grigi come una nuvola che promette temporale, si chiamava Danielle Tomlinson, l’altra aveva i capelli castani e gli occhi azzurri e si chiamava Makayla Payne. Ed è così che iniziarono a parlare e a chiarire i fatti come stavano.
Makayla interruppe il silenzio:
-Scusate, ma a che punto siete?
-Siamo ad un buon punto anche se ci manca ancora qualche dettaglio un po’ particolare-Rispose Jawaad guardando con occhi dolci Makayla
- Scusate eh, ma devo andare da mio marito… Disse Danielle mentre afferrò il cellulare
-Come mai?- Disse Liam
-E’ di mio marito questo cellulare, gliel’ho regalato io, visto che ho comprato un altro cellulare- Così disse, mentre visionava il cellulare
-Come si chiama?- Disse Liam
-William Lewis.-Rispondendo con aria arrabbiata e anche preoccupata.
-Ok, vai subito a chiamarlo!-
Intanto nella stanza 121 c’era William con in mano dei pop-corn mentre guardava Sunshine. Danielle afferrò William per il collo della maglia
-Questi film tu non te li devi vedere più capito? Ti mandano in rivolta il cervello!-
-Sì, lo so, però non devi dire niente a nessuno-
-No, tu adesso vieni nella n°120 e confessi tutto, ok?-
Intanto Danielle arrivò con William trascinandolo sul parquet e si sporcò di polvere.
Liam toccò il tavolino col dito indice, lo indicò e disse: - Haha! Sei stato tu!-
William rispose:-Sì, hai ragione, sono stato io, sono stato proprio uno sciocco.-
Makayla prese William per l’orecchio sinistro, lo fece trascinare giù per le scale e lo prese a calci appena arrivati all’uscio.